Sindrome EEC - Storia

 

Definizione

La sindrome Ectrodattilia-displasia Ectodermica-palatoschisi (EEC) è una rara patologia malformativa congenita caratterizzata dall’associazione di ectrodattilia (un'anomalia degli arti in cui alcuni raggi centrali delle mani sono mancanti con aspetto di “mano a pinza” o "mano a chela di granchio"), anomalie del palato ed anomalie dei tessuti di derivazione ectodermica. L’ectoderma è il foglietto embrionale più esterno da cui prendono origine il tessuto nervoso ed i tessuti epiteliali di rivestimento (epidermide, epitelio corneale ecc.) ed annessi (capelli, peli, unghie ecc.).

Segni e Sintomi

Frequenti sono le anomalie del dotto naso-lacrimale, del sistema genito-urinario ed importanti anomalie delle estremità, dall'ectrodattilia alla sindattilia (fusione delle dita della mano e del piede).

A carico del viso possono essere presenti palatoschisi e labiopalatoschisi. La parte ectodermica di questa sindrome coinvolge i capelli, i denti e le unghie. L’ipoidrosi è variabile, sebbene spesso la cute sia secca e possa essere presente ipercheratosi del palmo delle mani e dei piedi. I capelli sono radi, chiari e secchi e ciglia e sopracciglia sono spesso assenti. I denti sono piccoli e possono essere formati parzialmente; ci può essere ipodonzia ed edentia. Le unghie sono sottili, fragili e segnate; frequentemente si riscontrano anomalie del dotto lacrimale. Nardi e colleghi hanno riscontrato anomalie urogenitali in 13 casi su 25. Tali anomalie includevano: megauretere, reflusso vescicoureterico, idronefrosi e ipospadia. Generalmente lo sviluppo mentale è normale; la schisi, nella maggior parte dei casi nella forma di schisi del labbro e del palato, è frequente, ma non è parte essenziale della sindrome. Tutte le caratteristiche sono assai variabili e deve essere posta estrema attenzione nell’esaminare e nel consigliare i genitori del paziente, che può apparire come caso isolato. Van Maldergem, Kuna e colleghi hanno rivelato una anomalia della funzione ipotalamica-pituitaria. (R.M. Winter, M. Baraitser, London Dysmorphology Database, Oxford Medical Databases, 2000). Le manifestazioni oculari sono una componente riscontrata frequentemente nella sindrome EEC. (Ireland et al. Ophthalmic manifestations of ectrodactyly-ectodermal dysplasia-clefting syndrome. Ophthalmic-plast-reconstr-surg. 1998; 14/4 (295-297) e (Colin Willoughby, dati non ancora pubblicati).

Eziologia

La malattia è legata a mutazioni del gene p63, deputato alla produzione di una proteina essenziale sia (i) durante l’ embriogenesi per il normale sviluppo dell'ectoderma, sia (ii) nell’ adulto per la maturazione e differenziazione delle cellule staminali dei diversi tessuti epiteliali compreso quello della cornea, ove l’ espressione di p63 è ristretta a livello dello strato basale del limbus, la nicchia delle cellule staminali corneali e nelle cellule staminali allorchè coltivate in laboratorio (Figg. 8a, 8b). La maggior parte dei casi sono sporadici, legati a mutazioni de novo, che tipicamente insorgono durante lo sviluppo dell’ embrione. I casi familiari mostrano una ereditarietà di tipo autosomico dominante a penetranza variabile.

L'incidenza e la prevalenza della malattia nella popolazione italiana non sono note. Maschi e femmine sono ugualmente colpiti.

Fig. 8a

figura 8a

 

Fig. 8b

figura 8b

 

Problemi Oculari

Durante l’infanzia le principali caratteristiche che mettono in condizione di svantaggio il paziente affetto dalla sindrome EEC sono la palatoschisi e le deformità della mano con le relative correzioni operatorie. Durante la giovane età adulta comunque, i problemi oculari diventano gli aspetti di handicap predominanti: i pazienti spesso mostrano alterazioni della superficie oculare (blefariti e congiuntiviti), disfunzione dell’ epitelio corneale e una scarsa riepitelizzazione in seguito a traumi e a cheratoplastica perforante (Fig.9).

 

Fig.9

figura 9

 

Tali pazienti presentano un pannus corneale vascolarizzato che porta ad una progressiva diminuizione della capacità visiva fino alla completa perdita della vista (Figg.10a, 10b).

Fig.10a
Fig.10b
Fig.11
figura 10a
figura 10b
figura 11

 

Una volta avvenuto tale processo, la cheratoplastica perforante ha una prognosi scarsa in quanto i problemi oculari sono causati (i) dall’ atresia dei dotti lacrimali e assenza delle ghiandole di Meibomio (Fig.11), che comportano un deficit del film lacrimale, (ii) da difetti dell’epitelio corneale dovuti a mutazioni a carico del gene p63, necessario ed essenziale affinché le cellule staminali corneali possano mantenere e garantire la rigenerazione dell’epitelio della cornea, sia in risposta alle fisiologiche necessità di rinnovamento, sia in caso di insulti lesivi che richiedano una riparazione della superficie oculare.

Terapie

Mentre l’ instabilità del film lacrimale e i sintomi dell’occhio secco possono essere attenuati e/o risolti mediante l’ utilizzo di lacrime artificiali o di lubrificanti della superficie oculare, che dovrebbero essere somministrate regolarmente per supportare la pellicola lacrimale deficitaria, per i difetti epiteliali non esistono attualmente trattamenti curativi. Pertanto l’unica alternativa per la cura di tali difetti è rappresentata dall’utilizzo di lembi di epitelio corneale (ottenuti mediante coltivazione in vitro di cellule staminali corneali-Terapia Cellulare)) geneticamente corretti (Terapia Genica).

Ricercatori di FBOV:
Di Iorio Enzo, Barbaro Vanessa, Ferrari Stefano